RETROSPETTIVA
MINIMA
per
Angelo CAPUTO
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| Z O N
A D A T I
ARTISTICO - CULTURALI
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E' una gioia per me potere disporre
di questa pagina per fare conoscere ad un più vasto pubblico la creatività di mio
padre. Lo scopo è semplice, quello di ricordare la personalità dell'artista
recentemente scomparso. Non ha la pretesa di essere esaustiva, per questo la
definisco "Retrospettiva Minima", il termine minimo stà qui per essenziale,
però si sforza d'essere completa anche se è molto difficile presentare per grandi
linee l'attività svolta durante sessanta anni come pittore, definito da alcuni
caposcuola. Per questo ho operato una scelta attraverso suprattutto le immagini tratte
dalle pubblicazioni più interessanti, riportando alcuni dei numerosi pareri che si sono
accumulati durante gli anni. Molte delle opere di seguito riportate non sono più di
proprietà degli eredi, anche questa è stata una scelta, in quanto questa presentazione
non vuole avere fini commerciali ma solo culturali. Il figlio: Luigi CAPUTO.
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| PERIODO NEO-FIGURATIVO
1943-1993
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| I due periodi qui
presentati vanno comunque visti nella globalità dell'esperienza pittorica: per
essendo tanto diversi fra loro hanno senso solo se visti all'interno di una ricerca di
colore (consigliava per esaminare se un lavoro era bello o meno: "è bello se sei
attratto dall'armonia dei colori prima ancora di renderti conto di cosa
rappresenti").
Il primo periodo è il neo-figurativo, e rappresenta un ampio arco di tempo che va dalla
formazione alla maturazione: 1943-93.
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| PRIME OPERE
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| Fig.
1: Baita - olio su legno- cm. 15,3 x 11,2 - Bolzano,
15-6-1943 |
Fig.
2: Marina - Olio su mattonella - cm 15x15 - 1953 |
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| Fig.
3: Natura morta - olio |
| ANNI SESSANTA
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| Fig.
4: olio su cartone telato (cm 20x25?) |
Fig.
5: olio su cartone telato |
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| "Il pittore A. Caputo nella
personale gamma coloristica, dimostra di estrinsecare sulle tele la sua intima concezione
della vita a significato piuttosto mistico-patetico, ma fusa nell'armonia di una realtà
nuova ed introspettiva. Per arrivare a tanto Egli sottopone la sua sensibilità ad un
travaglio di sentimenti affatto convenzionali per giungere con efficacia alla
dimostrazione del vero significato della realizzazione, alla computezza pittorica che
porta quasi ad una manifestazione culturale e quindi psicologica." (Mario RICCI in AL
TORELLA, Antologia dell'arte di contenuto 1972, Atelier di Roma, Roma, 1972, pag. 15).
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| ANNI SETTANTA
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| Fig.
6: Figura - olio su tela - cm 40x50 |
Fig.
7: Figure n. 3 - olio su tela - cm 40x50 |
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"...Dalla
attenta osservazione delle sue opere, cariche di un discorso pittorico sentito e sincero,
sempre più valido per il progressivo affinamento di una sensibilità artistica che si
arricchisce di motivi umani ed affettivi più nitidi, più profondi, più maturi... Egli
crede in un mondo incorrotto sotto la pesante ed opprimente scorza di tutti gli edifici
che ci circondano, e cerca nelle figure di umili lavoratori, nei mistici gruppi familiari,
nei paesaggi pervasi di semplicità, il modo di lanciare a tutti noi un accorato appello
acché si ritorni ad un genere di vita puro, semplice, tranquillo, al di fuori del chiasso
e delle lotte continue che la vita di oggi ci costringe a sopportare... (opera) con una
dosata tecnica contenuta e personalissima nei colori e nella pennellata leggera, dolce,
velatamente sfumata, provocando nell'osservatore uno stato d'animo ed una sensazione
carica di genuina semplicità e di spirituale freschezza." (BANDELLO, PASQUALE,
stralcio critico dal Catalogo realizzato per la mostra personale presso la Galleria d'Arte
"Etolia" di Castellaneta, 13 - 21 maggio 1972 (presentazione)).
"...proviene dal ghetto dei semplici... Il tempo... qui è
sosta, ritmo che perennemente torna su se stesso, abitudine a ripensarsi romanticamente su
credenze ideali: l'uomo, la pace, i valori di una volta, il vecchio della saggezza e delle
sofferenze e il giovane delle attese..." (Davide LECCESE, in Catalogo per la mostra
personale al "Marguttone", Roma, 3-13 maggio 1978).
Così scrisse un autografo sul libro "Pietra e colori"
il poeta Mario Rivosecchi, in occasione della personale al "Marguttone" in Roma,
l'8 maggio 1978: "Al pittore Angelo Caputo, lieto di poterla esprimere, per la
varietà e la penetrazione, il mio sincero compiacimento.".
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| Fig.
8: Figura di donna - olio su tela - cm. 40x50 |
Fig.
9: Piccina mia - olio su tela - cm. 40x50 |
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| Fig.
10: olio su tela - cm 40x50 |
Fig.
11: L'abito da sposa - olio su tela -cm. 40x50 |
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"A N G E L O C A P U T O
DELEGA I SUOI PERSONAGGI AL COLLOQUIO
Angelo Caputo, con una delega "ad
colloquium", ha presentato i suoi personaggi nella galleria d'arte
"Marguttone", a Roma in Via Margutta 61, dal 3 al 13 maggio 1978.
In virtù di tale delega l'artista fa aprire alla
sua gente il colloquio con la chiave di una pittura intensa di luce.
E' una pittura che somma in armonia il dato
cromatico e quello segnico nella sorte di accordi chiari, plastici di volumetricità,
ariosi.
La gente di Caputo, per lo più donne, limpide di
apporto interiore, ha un colloquiare in ritmi sommessi, intimi di segreti pudori che essa,
più che dire, fanno intuire dall'assorto apparire del loro "essere dentro".
Vestono tuniche semplice, come semplice è la
composizione corale di cui fanno parte, ma questa semplicità d'assieme è culmina di
sobria eleganza impaginativa e c'è in questi corali sapienza di impianto nel contesto di
un'articolazione scultorealmente polita, perchè essenziale alla forma in se, scevra da
ulteriori, pleonastici che reificazioni.
Hanno occhi indagativi le donne di Caputo e ci
scrutano, trasmettendoci la loro realtà in un richiamo ai problemi della vita.
Eppure sembrano ieratiche, distanti, immobili
nella staticità della lor misura pittorica, pacata nei toni, morbida nella patina
cromatica che plasma di luce ogni parte in composizione.
Questa luce illumina il momento colloquiale del
nostro incontro con la gente di Caputo.
Se volgiamo lo sguardo ag(l)i scorci delle sue
campagne allora la luce si fa diafane fino alla più tenue digradazione dei toni, che si
stemperano nella limpidezza di un "chiarismo" tutto personale.
Ancora figure nel contesto della mostra e a parte
"Donne in attesa", opera somma di Angelo Caputo.
Si tratta di una sinfonia del ritmo di sette
figure umane, in gruppo come sette note musicali nella sordina di un raccoglimento di
pace.
Il ritmo tonale è in un azzurro che l'ocra
illumina di trasparenza all'orizzonte nel segno del sereno.
Sette note ha suonatoil pittore in sette figure e
la sinfonia si riecheggia in sette simboli di vita, cioè in schematici alberi azzurri,
uno per ogni figura, come in contrappunto dal sangue dell'uomo alla linfa della natura per
dar vita a un'opera d'arte.
In sordina questa tastiera di figure umane e di
figure vegetali è il canto sommesso dell'artista, compositore inconscio nel computo di
così precise misure in sequenze pittorico-musicali. (Nicoletta Prinzi).".
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| ANNI OTTANTA
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| Fig.
12: Attesa - olio su tela - cm. 70x90 |
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"...Con i suoi soggetti ci si familiarizza
subito perchè attraverso i pennelli e le immagini, l'artista intavola quel discorso
diretto che porta alla riflessione: un piccolo passo e ci troviamo nel suo mondo. Un mondo
di sensibilità e di delicatezza nel quale è piacevole fermarsi ed anche riposare, dopo
la vita di tutti i giorni..." (da l'articolo: Le presenze femminili di Angelo Caputo,
in Il Corriere di Roma, quindicinale, Roma, 30 aprile 1989, n. 557).
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| Fig.
13: Caseggiato - olio su tela - cm. 35x45 |
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| Fig.
14: olio su tela |
Fig.
15: olio su tela - cm. 40x50 |
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| Fig.
16: Paura nel dolore - olio su tela - cm. 40x50 |
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"Colpisce la tristezza velata che traspare
dallo sguardo delle sue donne, tante donne, oggetto e soggetto del suo personalissimo modo
di dipingere. E' pervaso, nonostante il suo apparente pessimismo, da uno spirito romantico
che alimenta la sua arte con immagini di soffuse malinconie che esprimono la sua realtà
interiore legata ai ricordi della giovinezza. Non nel senso del rifiuto del presente ma
come stimolo per migliorarsi ed affrontare nuove esperienze, in un continuo progresso
lungo le vie maestre della pittura. - Per questo Caputo non è mai soddisfatto di ciò che
appartiene al suo passato e vive nel presente, proteso con la sua sensibilità verso il
futuro... (G.C. Marcone). Più volte onorato in Campidoglio, ha ricevuto Premi a livello
mondiale." (articolo apparso su "Il Corriere di Roma", venerdì 15 gennaio
1993, in occasione della XX Giornata della Cultura).
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| Fig.
17: olio su tela - cm. 50x70 |
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"...si distingue dagli altri artisti per la
limpidezza del tratto che, esaltandone la creatività, lo rende non solo un vero artista
ma anche un poeta... Il suo modo di esprimere la sofferenza e la gioia della vita,
illustra la profondità della sua ricerca intimistica e la grandezza della sua
opera. La sua visione delle cose e il suo senso pittorico analizzano, con una ricerca
profonda es espressiva, gli oggetti presenti nelle sue opere. Lui è un ricercatore, un
creatore, un materializzatore: lui immette la sua forza interiore e la sua immaginazione
nella materializzazione lirica dei suoi sentimenti..." (Kenji OKADA, in occasione del
Culture day in Tokio, C.E.I.C., Roma, 1988).
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| Fig.
18: Insieme - acrilico - cm. 50x60 |
Fig.
19: Le amiche - olio su tela - cm. 60x90 |
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| Fig.
20: nudo - olio su tela - cm. 30x40 - anno 1989 |
Fig.
21: Pensieri (Figure) - olio su tela - cm. 20x25 -
anno 1989 |
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"...Con la sua immaginazione sospende il
nulla e le sue creature formano parte si un cosmo sconosciuto a noi. Ma egli giunge a
questo mostrandoci in una magistrale maniera l'essenza degli oggetti e delle figure che
dipinge invitando l'osservatore a vivere con loro; a vivere il loro dramma e il duro della
loro esistenza..." (Thomas HO KIT, in "L'élite", Varese, 1988, p. 39).
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| Fig.
22: olio su tela - cm 50x70 |
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"Nature silenti. atmosfere assorte. figure
femminili in primo piano, composte in una raccolta malinconia, sono motivi ricorrenti
nella vastità tematica di Angelo Caputo, elementi in cui si riflettono i sentimenti
interiori di un artista, che edita sulle cose e gli eventi del tempo un cui vive,
sintetizzandoli nelle forme e nei colori tipici della sua arte pittorica. Uno stile
raffinato, con sicurezza di tratto e una padronanza assoluta della sua
espressione..." (V. CRACAS, in "L'élite", Varese, 1986).
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| Fig.
23: Armonia in rosso - olio su tela - cm. 50x70 (?) - 1983 |
Fig.
24: Affetto - olio su tela - cm 40x60 |
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| Fig.
25: Accordo compositivo - oliosu tela - cm. 15x18 -
anno 1987 |
Fig.
26: Caseggiato col ciminiero - olio su tela - cm. 15x18 - a.
1987 |
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"...Quello che conta, per Caputo, è la
verità dell'oggetto, riferita ad un sentimento poetico pieno di significati e senza mai
fare copia di esso. E così materializza queso sentimento attraverso il colore, con segno
sicuro e deciso. Artista pieno di risorse, aggiunge alla sua esperienza pittorica un
magistrale senso di sintetizzazione della forma, con una personalissima concezione del
colore. ...non si spinge in cerca di avventure o risultati ideologici. ...trasponendo
nella tela o nel foglio di carta le sue sensazioni e una carica di lirismo, che lo
collocano in una posizione ben delineata di pittore, ..." (Manuel Mariano SAENZ
URIZAR, in "L'élite", Varese, 1987, p. 48).
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| Fig.
27: Ritratto di Anna - pastello |
Fig.
28: Lucia - pastello |
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"...e, specialmente nei ritratti eseguiti a
pastello, dove la forza espressiva di Caputo si realizza, in forma più completa. Qui, i
volti, si animano, prendono vita, e si illuminano di una luce interiore, distaccandosi
nettamente dalla immagini statiche, chiuse in se' stesse, che sono la tematica
dell'artista - nella pittura ad olio-. Nei pastelli, i colori si sfumano e. l'oggetto del
quadro, emerge, quasi misteriosamente, riflettendo una vita, il più delle volte, fatta di
sofferenza, di meditazioni, di aspirazioni. ..." (Manuel Mariano Saenz Urizar,
critica per Palma de Maiorca "premio Inter Drach" 1985).
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Le tecniche utilizzate per le
immagini qui sopra pubblicate sono quasi tutti degli oli su tela ad eccetto i disegni che
sono stati realizzati come pastelli ad olio su carta - solo verso la fine degli anni '80.
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PERIODO ASTRATTO-INFORMALE
1993-2001
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Il secondo periodo è definito dalla
critica come astratto-informale, e rappresenta l'arco di tempo che va dal 1993 alla morte
dell'artista.
Siamo giunti alla seconda parte di questo
ideale viaggio, ebbe inizio con una svolta agli inizi degli anni '90 - come ho già
accennato nella presentazione - in cui si ebbe l'abbandono progressivo della pittura ad
olio per l'alchidico (olio ed acrilico mescolati) per poi definitivamente passare
all'acrilico. Similmente al precedente periodo, solo verso la fine v'è il superamento
della tela per esperienze su cartoncino; con un'improvvisa accellerazione dei tempi -
possibile solo per le menti mature capaci di una nuova giovinezza artistica - sbalordendo
così i suoi estimatori con la sua nuova prorompente vitalità: "la ricerca di una
nuova dimensione eterna della pittura, la ricerca dell'essenziale, espressione appunto di
puro pensiero". Anche la firma si è evoluta, si è ridotta ad un semplice
"AC" che quasi viene celata tra forma e colore, divenendo parte del tutto.
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| ULTIMO DECENNIO SECOLO
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| Fig.
29: Personaggi - 30x40 |
Fig.
30: Figure - 30x40 |
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| Fig.
31: Grafici murali - 50x70 |
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"Artista proteso alla continua ricerca di
nuovi traguardi espressivi, ha dato negli ultimi tempi una decisiva svolta al suo stile,
sciogliendo la figurazione nella fisicità del colore. Le forme, ora dilatate ora
stemperate nelle atmosfere dei dipinti, sono appena accennate... il colore segue le
variazionidegli stati d'animo, assecondando ora l'evocazione, ora il travaglio d'una
indomita interiorità. ..." (Salvatore PERDICARO).
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| Fig.
32 |
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| Fig.
33: Espressione n° 2 - cm. 50x70 - anno 1996 |
Fig.
34: Espressione - cm 30x45 |
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"...un evolversi verso la sintesi e l'essenza
delle forme che lo ha portato ad abbandonare la fase iniziale narrativa, per abbracciare
schemi d'effetto. Nei suoi lavori si denotano energie interiori, equilibri e con i segni e
le pennellate scattanti sembra quasi voler sottrarsi allo spazio obbligato della tela.
Egli ha convogliato esperienza e cultura nel suo stile con grande sapienza espressiva,
derivante senza dubbio da una interiorizzazione di tutto ciò che ha appreso e fatto
proprio nel suo contatto col reale" (T. TAMBURI, in Annuario Arte Moderna artisti
contemporanei 2001, Editrice ACCA in...arte, Roma, 2001, pag.463).
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| Fig.
35: Turbine - cm. 70x100 |
Fig.
36: Espressione n. 4 - cm 70x100 |
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| Fig.
37: Espressione - 60x80 |

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| Fig.
38 |
Fig.
39 |
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"La pittura di Angelo Caputo ha avuto
un'evoluzione artistica significativa, approdando in anni recenti ad una dimensione
astratto/informale nella quale l'artista definisce con maggiore libertà inventiva le
intuizioni e le riflessioni che da sempre sostanziano la sua espressività. I concetti ed
i valori che egli ha fortemente interiorizzato nella sua lunga esperienza pittorica,
riemergono con rinnovata incisività in tale accezione formale, che concede maggiore
spazio alla fantasia nel magico definirsi di una sostanza cromatica densa e vibrante, dove
si trasfigurano con immediatezza le pulsioni dell'animo ...è diretta emanazione dei
fremiti di una vivissima sensibilità percettiva , filtrata da una fantasia che amplifica
l'incidenza simbolica delle immagini, dando nel contempo immediato risalto alle intuizioni
e all'emozioni che sostengono l'ispirazione dell'artista. Sono, quelle di Caputo, visioni
dell'animo i cui legami con la realtà affiorano per via metaforica nella libera inventiva
con cui egli essenzializza le forme. Opere che racchiudono una vibrante, intensa
espressività, trasfigurata nella variegata orchestrazione delle masse cromatiche su cui
guizzano rapide pennellate che ne animano il ritmo, simili ad improvvisi voli di emozioni
profonde." (Salvatore PERDICARO in "L'élite, Varese, 1998 (pag. 54) e 2001 (pag
66).
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| Fig. 40 |
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"...La commozione si schiude nel cromatismo
creativo e nella forza del suo linguaggio, enormemente comunicativo. Il segno-forma,
superando la dimensione descrittiva del reale, diviene essenzialità ossia realizzazione
concreta di gesta e pensieri. Le idee si delineano con immediatezza in un contesto
narrativo ricco di cromie intonate e liriche espressioni di sensazioni che danno
valore alla pregnanza dei messaggi..." (Minerva, in Annuario d'Arte Moderna artisti
contemporanei 2002, Editrice ACCA ...in arte, Roma, Pag. 361).
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| Fig.
41 |
Fig.
42 |
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Un ultima nota: alcune immagini qui
rappresentate non corrispondono pienamente alle opere originali, ciò è certamente per le
foto bianco/nero ma anche quelle a colori non rendono pienamente l'originale. Anche per
queste ultime due, il fondo usato negli originali è infatti cartoncino bianco. |
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| Luigi
CAPUTO - 2003 |