RETROSPETTIVA     MINIMA

per

Angelo CAPUTO

 

 

 

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Per ogni ulteriore informazione ci si può rivolgere al figlio dell'artista: Prof. Luigi CAPUTO - e-mail: artecaputo@interfree.it - Tel. 0881782051
 

Z O N A         D A T I

ARTISTICO - CULTURALI

 

 

E' una gioia per me  potere disporre di questa pagina per fare conoscere ad un più vasto pubblico la creatività di mio padre.  Lo scopo è semplice, quello di ricordare la personalità dell'artista recentemente scomparso.  Non ha la pretesa di essere esaustiva, per questo la definisco "Retrospettiva Minima", il termine minimo stà qui per essenziale, però si sforza d'essere completa anche se è molto difficile  presentare per grandi linee l'attività svolta durante sessanta anni come pittore, definito da alcuni  caposcuola. Per questo ho operato una scelta attraverso suprattutto le immagini tratte dalle pubblicazioni più interessanti, riportando alcuni dei numerosi pareri che si sono accumulati durante gli anni.  Molte delle opere di seguito riportate non sono più di proprietà degli eredi, anche questa è stata una scelta, in quanto questa presentazione non vuole avere fini commerciali ma solo culturali.  Il figlio: Luigi CAPUTO.

 

 

PERIODO NEO-FIGURATIVO

1943-1993

 

 

I due periodi qui presentati vanno comunque visti nella globalità dell'esperienza pittorica:   per essendo tanto diversi fra loro hanno senso solo se visti all'interno di una ricerca di colore (consigliava per esaminare se un lavoro era bello o meno: "è bello se sei attratto dall'armonia dei colori prima ancora di renderti conto di cosa rappresenti").


Il primo periodo è il neo-figurativo, e rappresenta un ampio arco di tempo che va dalla formazione alla maturazione: 1943-93.

 

 

PRIME OPERE

 

 

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Fig. 1: Baita - olio su legno- cm. 15,3 x 11,2 - Bolzano, 15-6-1943 Fig. 2: Marina - Olio su mattonella - cm 15x15 - 1953
 

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Fig. 3: Natura morta - olio
 

ANNI SESSANTA

 

 

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Fig. 4: olio su cartone telato (cm 20x25?) Fig. 5: olio su cartone telato
 

"Il pittore A. Caputo nella personale gamma coloristica, dimostra di estrinsecare sulle tele la sua intima concezione della vita a significato piuttosto mistico-patetico, ma fusa nell'armonia di una realtà nuova ed introspettiva. Per arrivare a tanto Egli sottopone la sua sensibilità ad un travaglio di sentimenti affatto convenzionali per giungere con efficacia alla dimostrazione del vero significato della realizzazione, alla computezza pittorica che porta quasi ad una manifestazione culturale e quindi psicologica." (Mario RICCI in AL TORELLA, Antologia dell'arte di contenuto 1972, Atelier di Roma, Roma, 1972, pag. 15).

 

 

ANNI SETTANTA

 

 

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Fig. 6: Figura - olio su tela - cm 40x50 Fig. 7: Figure n. 3 - olio su tela - cm 40x50

"...Dalla attenta osservazione delle sue opere, cariche di un discorso pittorico sentito e sincero, sempre più valido per il progressivo affinamento di una sensibilità artistica che si arricchisce di motivi umani ed affettivi più nitidi, più profondi, più maturi... Egli crede in un mondo incorrotto sotto la pesante ed opprimente scorza di tutti gli edifici che ci circondano, e cerca nelle figure di umili lavoratori, nei mistici gruppi familiari, nei paesaggi pervasi di semplicità, il modo di lanciare a tutti noi un accorato appello acché si ritorni ad un genere di vita puro, semplice, tranquillo, al di fuori del chiasso e delle lotte continue che la vita di oggi ci costringe a sopportare... (opera) con una dosata tecnica contenuta e personalissima nei colori e nella pennellata leggera, dolce, velatamente sfumata, provocando nell'osservatore uno stato d'animo ed una sensazione carica di genuina semplicità e di spirituale freschezza." (BANDELLO, PASQUALE, stralcio critico dal Catalogo realizzato per la mostra personale presso la Galleria d'Arte "Etolia" di Castellaneta, 13 - 21 maggio 1972 (presentazione)).

 

"...proviene dal ghetto dei semplici... Il tempo... qui è sosta, ritmo che perennemente torna su se stesso, abitudine a ripensarsi romanticamente su credenze ideali: l'uomo, la pace, i valori di una volta, il vecchio della saggezza e delle sofferenze e il giovane delle attese..." (Davide LECCESE, in Catalogo per la mostra personale al "Marguttone", Roma, 3-13 maggio 1978).

 

Così scrisse un autografo sul libro "Pietra e colori" il poeta Mario Rivosecchi, in occasione della personale al "Marguttone" in Roma, l'8 maggio 1978: "Al pittore Angelo Caputo, lieto di poterla esprimere, per la varietà e la penetrazione, il mio sincero compiacimento.".

 

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Fig. 8: Figura di donna - olio su tela -  cm.  40x50 Fig. 9: Piccina mia - olio su tela - cm. 40x50
 

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Fig. 10: olio su tela - cm 40x50 Fig. 11: L'abito da sposa - olio su tela -cm.  40x50

 

"A N G E L O   C A P U T O

DELEGA I SUOI PERSONAGGI AL COLLOQUIO

Angelo Caputo, con una delega "ad colloquium", ha presentato i suoi personaggi nella galleria d'arte "Marguttone", a Roma in Via Margutta 61, dal 3 al 13 maggio 1978.

In virtù di tale delega l'artista fa aprire alla sua gente il colloquio con la chiave di una pittura intensa di luce.

E' una pittura che somma in armonia il dato cromatico e quello segnico nella sorte di accordi chiari, plastici di volumetricità, ariosi.

La gente di Caputo, per lo più donne, limpide di apporto interiore, ha un colloquiare in ritmi sommessi, intimi di segreti pudori che essa, più che dire, fanno intuire dall'assorto apparire del loro "essere dentro".

Vestono tuniche semplice, come semplice è la composizione corale di cui fanno parte, ma questa semplicità d'assieme è culmina di sobria eleganza impaginativa e c'è in questi corali sapienza di impianto nel contesto di un'articolazione scultorealmente polita, perchè essenziale alla forma in se, scevra da ulteriori, pleonastici che reificazioni.

Hanno occhi indagativi le donne di Caputo e ci scrutano, trasmettendoci la loro realtà in un richiamo ai problemi della vita.

Eppure sembrano ieratiche, distanti, immobili nella staticità della lor misura pittorica, pacata nei toni, morbida nella patina cromatica che plasma di luce ogni parte in composizione.

Questa luce illumina il momento colloquiale del nostro incontro con la gente di Caputo.

Se volgiamo lo sguardo ag(l)i scorci delle sue campagne allora la luce si fa diafane fino alla più tenue digradazione dei toni, che si stemperano nella limpidezza di un "chiarismo" tutto personale.

Ancora figure nel contesto della mostra e a parte "Donne in attesa", opera somma di Angelo Caputo.

Si tratta di una sinfonia del ritmo di sette figure umane, in gruppo come sette note musicali nella sordina di un raccoglimento di pace.

Il ritmo tonale è in un azzurro che l'ocra illumina di trasparenza all'orizzonte nel segno del sereno.

Sette note ha suonatoil pittore in sette figure e la sinfonia si riecheggia in sette simboli di vita, cioè in schematici alberi azzurri, uno per ogni figura, come in contrappunto dal sangue dell'uomo alla linfa della natura per dar vita a un'opera d'arte.

In sordina questa tastiera di figure umane e di figure vegetali è il canto sommesso dell'artista, compositore inconscio nel computo di così precise misure in sequenze pittorico-musicali. (Nicoletta Prinzi).".

 

 

ANNI OTTANTA

 

 

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Fig. 12: Attesa - olio su tela - cm. 70x90

 

"...Con i suoi soggetti ci si familiarizza subito perchè attraverso i pennelli e le immagini, l'artista intavola quel discorso diretto che porta alla riflessione: un piccolo passo e ci troviamo nel suo mondo. Un mondo di sensibilità e di delicatezza nel quale è piacevole fermarsi ed anche riposare, dopo la vita di tutti i giorni..." (da l'articolo: Le presenze femminili di Angelo Caputo, in Il Corriere di Roma, quindicinale, Roma, 30 aprile 1989, n. 557).

 

 

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Fig. 13: Caseggiato - olio su tela - cm. 35x45
 

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Fig. 14: olio su tela Fig. 15: olio su tela - cm. 40x50
 

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Fig. 16: Paura nel dolore - olio su tela - cm. 40x50

 

"Colpisce la tristezza velata che traspare dallo sguardo delle sue donne, tante donne, oggetto e soggetto del suo personalissimo modo di dipingere. E' pervaso, nonostante il suo apparente pessimismo, da uno spirito romantico che alimenta la sua arte con immagini di soffuse malinconie che esprimono la sua realtà interiore legata ai ricordi della giovinezza. Non nel senso del rifiuto del presente ma come stimolo per migliorarsi ed affrontare nuove esperienze, in un continuo progresso lungo le vie maestre della pittura. - Per questo Caputo non è mai soddisfatto di ciò che appartiene al suo passato e vive nel presente, proteso con la sua sensibilità verso il futuro... (G.C. Marcone). Più volte onorato in Campidoglio, ha ricevuto Premi a livello mondiale." (articolo apparso su "Il Corriere di Roma", venerdì 15 gennaio 1993, in occasione della XX Giornata della Cultura).

 

 

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Fig. 17: olio su tela - cm. 50x70

 

"...si distingue dagli altri artisti per la limpidezza del tratto che, esaltandone la creatività, lo rende non solo un vero artista ma anche un poeta... Il suo modo di esprimere la sofferenza e la gioia della vita, illustra la profondità della sua ricerca intimistica e la  grandezza della sua opera. La sua visione delle cose e il suo senso pittorico analizzano, con una ricerca profonda es espressiva, gli oggetti presenti nelle sue opere. Lui è un ricercatore, un creatore, un materializzatore: lui immette la sua forza interiore e la sua immaginazione nella materializzazione lirica dei suoi sentimenti..." (Kenji OKADA, in occasione del Culture day in Tokio, C.E.I.C., Roma, 1988).

 

 

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Fig. 18: Insieme - acrilico - cm. 50x60 Fig. 19: Le amiche - olio su tela  - cm. 60x90
 

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Fig. 20: nudo - olio su tela - cm. 30x40 - anno 1989 Fig. 21: Pensieri (Figure) - olio su tela  - cm. 20x25 - anno 1989

 

"...Con la sua immaginazione sospende il nulla e le sue creature formano parte si un cosmo sconosciuto a noi. Ma egli giunge a questo mostrandoci in una magistrale maniera l'essenza degli oggetti e delle figure che dipinge invitando l'osservatore a vivere con loro; a vivere il loro dramma e il duro della loro esistenza..." (Thomas HO KIT, in "L'élite", Varese, 1988, p. 39).

 

 

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Fig. 22: olio su tela - cm 50x70

 

"Nature silenti. atmosfere assorte. figure femminili in primo piano, composte in una raccolta malinconia, sono motivi ricorrenti nella vastità tematica di Angelo Caputo, elementi in cui si riflettono i sentimenti interiori di un artista, che edita sulle cose e gli eventi del tempo un cui vive, sintetizzandoli nelle forme e nei colori tipici della sua arte pittorica. Uno stile raffinato, con sicurezza di tratto e una padronanza assoluta della sua espressione..." (V. CRACAS, in "L'élite", Varese, 1986).

 

 

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Fig. 23: Armonia in rosso - olio su tela - cm. 50x70 (?) - 1983 Fig. 24: Affetto - olio su tela - cm 40x60
 

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Fig. 25: Accordo compositivo - oliosu tela  - cm. 15x18 - anno 1987 Fig. 26: Caseggiato col ciminiero - olio su tela - cm. 15x18 - a.   1987

 

"...Quello che conta, per Caputo, è la verità dell'oggetto, riferita ad un sentimento poetico pieno di significati e senza mai fare copia di esso. E così materializza queso sentimento attraverso il colore, con segno sicuro e deciso. Artista pieno di risorse, aggiunge alla sua esperienza pittorica un magistrale senso di sintetizzazione della forma, con una personalissima concezione del colore. ...non si spinge in cerca di avventure o risultati ideologici. ...trasponendo nella tela o nel foglio di carta le sue sensazioni e una carica di lirismo, che lo collocano in una posizione ben delineata di pittore, ..." (Manuel Mariano SAENZ URIZAR, in "L'élite", Varese, 1987, p. 48).

 

 

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Fig. 27: Ritratto di Anna - pastello Fig. 28: Lucia - pastello

 

"...e, specialmente nei ritratti eseguiti a pastello, dove la forza espressiva di Caputo si realizza, in forma più completa. Qui, i volti, si animano, prendono vita, e si illuminano di una luce interiore, distaccandosi nettamente dalla immagini statiche, chiuse in se' stesse, che sono la tematica dell'artista - nella pittura ad olio-. Nei pastelli, i colori si sfumano e. l'oggetto del quadro, emerge, quasi misteriosamente, riflettendo una vita, il più delle volte, fatta di sofferenza, di meditazioni, di aspirazioni. ..." (Manuel Mariano Saenz Urizar, critica per Palma de Maiorca "premio Inter Drach" 1985).

 

 

Le tecniche utilizzate per le  immagini qui sopra pubblicate sono quasi tutti degli oli su tela ad eccetto i disegni che sono stati realizzati come pastelli ad olio su carta - solo verso la fine degli anni '80.

 

 

PERIODO ASTRATTO-INFORMALE

1993-2001

 

 

Il secondo periodo è definito dalla critica come astratto-informale, e rappresenta l'arco di tempo che va dal 1993 alla morte dell'artista.

Siamo giunti alla seconda parte di questo ideale viaggio, ebbe inizio con una svolta agli inizi degli anni '90 - come ho già accennato nella presentazione - in cui si ebbe l'abbandono progressivo della pittura ad olio per l'alchidico (olio ed acrilico mescolati) per poi definitivamente passare all'acrilico. Similmente al precedente periodo, solo verso la fine v'è il superamento della tela per esperienze su cartoncino; con un'improvvisa accellerazione dei tempi - possibile solo per le menti mature capaci di una nuova giovinezza artistica - sbalordendo così i suoi estimatori con la sua nuova prorompente vitalità: "la ricerca di una nuova dimensione eterna della pittura, la ricerca dell'essenziale, espressione appunto di puro pensiero". Anche la firma si è evoluta, si è ridotta ad un semplice "AC" che quasi viene celata tra forma e colore, divenendo parte del tutto.

 

 

ULTIMO DECENNIO SECOLO

 

 

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Fig. 29: Personaggi - 30x40 Fig. 30: Figure - 30x40
 

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Fig. 31: Grafici murali - 50x70

 

"Artista proteso alla continua ricerca di nuovi traguardi espressivi, ha dato negli ultimi tempi una decisiva svolta al suo stile, sciogliendo la figurazione nella fisicità del colore. Le forme, ora dilatate ora stemperate nelle atmosfere dei dipinti, sono appena accennate... il colore segue le variazionidegli stati d'animo, assecondando ora l'evocazione, ora il travaglio d'una indomita interiorità. ..." (Salvatore PERDICARO).

 

 

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Fig. 32
 

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Fig. 33: Espressione n° 2 - cm. 50x70 - anno 1996 Fig. 34: Espressione - cm 30x45

 

"...un evolversi verso la sintesi e l'essenza delle forme che lo ha portato ad abbandonare la fase iniziale narrativa, per abbracciare schemi d'effetto. Nei suoi lavori si denotano energie interiori, equilibri e con i segni e le pennellate scattanti sembra quasi voler sottrarsi allo spazio obbligato della tela. Egli ha convogliato esperienza e cultura nel suo stile con grande sapienza espressiva, derivante senza dubbio da una interiorizzazione di tutto ciò che ha appreso e fatto proprio nel suo contatto col reale" (T. TAMBURI, in Annuario Arte Moderna artisti contemporanei 2001, Editrice ACCA in...arte, Roma, 2001, pag.463).

 

 

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Fig. 35: Turbine - cm. 70x100 Fig. 36: Espressione n. 4 - cm 70x100
 

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Fig. 37: Espressione - 60x80

 

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Fig. 38 Fig. 39

 

"La pittura di Angelo Caputo ha avuto un'evoluzione artistica significativa, approdando in anni recenti ad una dimensione astratto/informale nella quale l'artista definisce con maggiore libertà inventiva le intuizioni e le riflessioni che da sempre sostanziano la sua espressività. I concetti ed i valori che egli ha fortemente interiorizzato nella sua lunga esperienza pittorica, riemergono con rinnovata incisività in tale accezione formale, che concede maggiore spazio alla fantasia nel magico definirsi di una sostanza cromatica densa e vibrante, dove si trasfigurano con immediatezza le pulsioni dell'animo ...è diretta emanazione dei fremiti di una vivissima sensibilità percettiva , filtrata da una fantasia che amplifica l'incidenza simbolica delle immagini, dando nel contempo immediato risalto alle intuizioni e all'emozioni che sostengono l'ispirazione dell'artista. Sono, quelle di Caputo, visioni dell'animo i cui legami con la realtà affiorano per via metaforica nella libera inventiva con cui egli essenzializza le forme. Opere che racchiudono una vibrante, intensa espressività, trasfigurata nella variegata orchestrazione delle masse cromatiche su cui guizzano rapide pennellate che ne animano il ritmo, simili ad improvvisi voli di emozioni profonde." (Salvatore PERDICARO in "L'élite, Varese, 1998 (pag. 54) e 2001 (pag 66).

 

 

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Fig. 40

 

"...La commozione si schiude nel cromatismo creativo e nella forza del suo linguaggio, enormemente comunicativo. Il segno-forma, superando la dimensione descrittiva del reale, diviene essenzialità ossia realizzazione concreta di gesta e pensieri. Le idee si delineano con immediatezza in un contesto narrativo ricco di cromie intonate e liriche espressioni di sensazioni che danno  valore alla pregnanza dei messaggi..." (Minerva, in Annuario d'Arte Moderna artisti contemporanei 2002, Editrice ACCA ...in arte, Roma, Pag. 361).

 

 

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Fig. 41 Fig. 42

 

Un ultima nota: alcune immagini qui rappresentate non corrispondono pienamente alle opere originali, ciò è certamente per le foto bianco/nero ma anche quelle a colori non rendono pienamente l'originale. Anche per queste ultime due, il fondo usato negli originali è infatti cartoncino bianco.

 

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Luigi CAPUTO - 2003